La cittadinanza digitale di uno studente della scuola elementare, e anche di un “cittadino digitale” in generale, è stata definita come la capacità di agire in modo sicuro e con successo nello spazio digitale, essendo responsabili e attenti, essendo reattivi e avendo la capacità di valutare criticamente le informazioni. I criteri per valutare il livello di competenze nella cittadinanza digitale comprendono: identità civica digitale, gestione del tempo trascorso davanti allo schermo, prevenzione delle molestie online, sicurezza informatica, gestione della privacy, pensiero critico, impronta digitale ed empatia digitale. Durante la formazione della cittadinanza digitale per i bambini e le bambine della scuola primaria, è importante considerare tutti questi elementi insieme alle caratteristiche dell’istruzione e dell’educazione dei bambini che hanno avuto esperienze sia nel mondo reale che in quello virtuale fin dalla nascita (Fediy et al., 2021).
L’abisso pedagogico entra in gioco considerando la transizione dalle pratiche educative cosiddette monomodali tipiche del passato alle pratiche dinamiche e multimodali di oggi, in cui l3 bambin3 incontrano sempre più spesso i nuovi media e gli spazi online. Si pone quindi la necessità di sviluppare nuove pedagogie che riflettano al meglio i nuovi tipi di pratiche educative che offrano agli studenti opportunità di apprendimento per diventare cittadini attivi in un mondo ibrido. Una pedagogia trasformativa dell’alfabetizzazione digitale si caratterizza per diverse componenti chiave (Thomas, 2011), tra cui: 1 – l’’insegnamento esplicito della multimodalità, spiegando come diverse risorse lavorino insieme per creare significato. 2- La promozione dell’apprendimento in un ambiente che favorisce il gioco e la sperimentazione, riconoscendo che entrambi possono stimolare l’innovazione. 3 – La ricerca di modi per coinvolgere attivamente gli studenti e promuovere la responsabilità e l’autonomia nel processo di apprendimento. 4- L’encouragement degli studenti a impegnarsi con il testo e a raccontare storie personali attraverso la narrazione multimodale, la rielaborazione personale e la reinterpretazione delle identità.
Sebbene la cittadinanza digitale possa essere parzialmente affrontata dall’educazione alle ICT nell’istruzione tradizionale, ad esempio insegnando parzialmente agli studenti la sicurezza di Internet, potrebbero essere necessari approcci più completi (Fediy et al., 2021). Una ricerca ha dimostrato che le condizioni pedagogiche aumentano il livello di cittadinanza digitale degli alunni della scuola primaria. Tali condizioni pedagogiche sono risultate essere l’implementazione del progetto per i contenuti sulla cittadinanza digitale, le infografiche didattiche e l’uso del controllo parentale.
Realizzazione dei progetti. Il coinvolgimento degli studenti nelle attività del progetto ha promosso il loro apprendimento, l’indipendenza, l’attività e la leadership.
Le infografiche sono risultate efficaci nel presentare il materiale, nell’allenare la memoria visiva degli studenti, nel promuovere la loro padronanza, nell’aiutare lo sviluppo dell’immaginazione e del pensiero, nonché nell’assistere gli insegnanti nella rappresentazione visiva di grandi quantità di informazioni e nel rivedere e riassumere i concetti chiave. Le infografiche aiutano quindi a sistematizzare e strutturare le informazioni. Nelle infografiche, le immagini completano le informazioni testuali permettendo di coprire completamente l’argomento. Le spiegazioni visive sono spesso utili e soprattutto le visualizzazioni più semplici e originali sono preferite perché più chiare e meglio apprese. Anche le infografiche didattiche possono essere utili. Ad esempio, i bambini comunicano non solo tramite messaggi di testo, ma anche con immagini grafiche, emoticon e le cosiddette “emoji”. È quindi consigliabile che questo stile di comunicazione faccia parte degli strumenti di apprendimento.
Controllo dei genitori. I genitori sono considerati responsabili dell’organizzazione del tempo libero digitale del bambino e del corretto orientamento della sua attenzione e curiosità. Gli strumenti di controllo online e offline, come i software di controllo parentale che limitano l’accesso a contenuti potenzialmente dannosi per il bambino e i programmi antivirus, sono considerati tra le possibilità. Più specificamente, i programmi di controllo parentale possono includere quelli che bloccano le risorse Internet con contenuti indesiderati o dubbi, come i social network, i siti pornografici, i siti di incontri, il gioco d’azzardo o le piattaforme di trading online (Fediy et al., 2021).
Si potrebbe ad esempio proporre un corso di formazione sulla “Digital Literacy” per gli studenti della scuola primaria. Il corso proposto prevede di insegnare ai bambini o di sensibilizzarli alla presenza delle moderne tecnologie dell’informazione e alla loro applicazione nella vita quotidiana, di formare una cultura iniziale dell’uso di tali tecnologie, comprese le tecnologie della comunicazione, includendo nei curricula ambienti di apprendimento elettronici che utilizzano competenze digitali, come l’uso di strumenti, risorse e dispositivi digitali. L’alfabetizzazione informatica (competenze di base per lavorare con testi, grafica e presentazioni), l’alfabetizzazione informatica, l’alfabetizzazione comunicativa (e-mail, forum, registrazione di siti web, password e login) e la sicurezza informatica (per un comportamento sicuro nell’ambiente digitale) sono tra le materie da insegnare. L’intero corso mira quindi a introdurre una cultura digitale ai ragazzi e a insegnare loro le moderne competenze digitali e la cultura dei media per la loro socializzazione nel nuovo mondo digitale. Il programma propone alcuni compiti più complessi per i bambini della scuola elementare, come l’esecuzione di compiti informatici e la realizzazione di progetti con competenze informatiche relative ad altre materie insegnate nella scuola elementare (Цветкова et al., 2022).
In un lavoro molto correlato, volto a definire le condizioni per la formazione dell’alfabetizzazione digitale nei bambini in età prescolare e primaria, è stata condotta un’indagine tra insegnanti e genitori. Oltre alle condizioni positive, sono stati individuati anche i fattori che impediscono la creazione di un ambiente efficace per l’acquisizione di conoscenze digitali. Come risultato dello studio, a) sono state identificate le principali competenze digitali nel gruppo di età considerato, b) sono state descritte le abilità e le competenze che possono essere sviluppate per implementare ogni attività e c) sono state identificate le soluzioni tecnologiche offerte per formare le competenze digitali (Chova et al., 2020).
In particolare, sono state analizzate le pratiche di alfabetizzazione digitale nei contesti educativi della prima infanzia, tra cui scuole materne, asili nido e centri per l’infanzia. L’integrazione delle ICT e dei media digitali nell’educazione della prima infanzia e la conseguente espansione dei curricula di alfabetizzazione precoce sono stati discussi. In questo contesto:
I bambini della scuola dell’infanzia e della scuola secondaria per l’apprendimento dei concetti di alfabetizzazione, per la creazione di significati concettuali, compresa la presentazione delle loro idee, e per facilitare l’interazione sociale tra di loro osservando gli schermi degli altri e manipolando i dispositivi. Inoltre, le specifiche del dispositivo, come la sensibilità del touch-screen, possono migliorare lo sviluppo delle abilità motorie nei bambini (Kontovourki et al., 2017) (Figura 6).
